Calcolo della lunghezza di calumo da filare
Quanti metri di catena o cima dare all’ancora? Il calumo si calcola applicando il rapporto (scope) all’altezza totale, cioè profondità del fondale + altezza del musone + escursione di marea.
Calcolatore
Fila circa 32,5 m di linea d’ancoraggio. Verifica che attorno alla barca ci siano almeno 33 m liberi da altre imbarcazioni e da secche: alla girata del vento la barca ruota su questo raggio.
⚓ Strumento di ausilio alla pianificazione dell’ancoraggio. Il calumo calcolato è un minimo orientativo: aumentalo con vento, mare e raffiche, e verifica sempre lo spazio di evitamento (raggio = calumo filato) rispetto alle altre barche e ai pericoli. Non sostituisce le carte nautiche, il portolano, l’ecoscandaglio e il buon senso marinaresco. La sicurezza all’ancora resta responsabilità del comandante.
Il calumo è la lunghezza di catena (o catena più cima) che si fila per tenere la barca all’ancora. È il fattore che, più del peso stesso dell’ancora, decide se l’ancora tiene oppure ara. La regola è semplice nella forma ma sottile nella sostanza: il rapporto di calumo (in inglese scope) non va applicato alla sola profondità letta sull’ecoscandaglio, ma all’altezza totale dal fondale fino al punto in cui la linea d’ancoraggio esce dalla barca.
Questa altezza totale è la somma di tre quote: la profondità del fondale, l’altezza del musone (il punto in cui catena o cima passano sul davanti della barca, tipicamente da mezzo metro a un metro e mezzo sopra il pelo dell’acqua) e l’escursione di marea attesa nelle ore in cui resterai all’ancora. Trascurare il musone e la marea è l’errore più comune: di notte, con la marea che sale, un calumo “giusto” alle 18:00 può rivelarsi corto alle 02:00.
Perché conta la lunghezza e non solo il peso? Perché la tenuta dipende dall’angolo con cui la linea tira sull’ancora. Più calumo significa angolo più basso, vicino all’orizzontale: l’ancora viene tirata in avanti e si interra meglio, invece di essere sollevata per la cima. Un calumo corto produce un tiro quasi verticale che disancora.
La formula
La formula del calumo è:
Lcalumo = rapporto × ( profondità + altezza musone + escursione di marea )
- rapporto — il fattore di calumo (scope): 5:1, 7:1, 10:1… (vedi tabella sotto);
- profondità — il fondale sotto la chiglia, in metri (meglio se misurato col massimo della marea atteso o sommando l’escursione a parte);
- altezza musone — l’altezza del davanti della barca, dove esce la catena, sul pelo dell’acqua;
- escursione di marea — quanto salirà ancora il livello rispetto al momento dell’ancoraggio.
Il raggio di evitamento attorno all’ancora è dell’ordine del calumo filato: la barca ruota sull’ancora al variare del vento e della corrente, quindi serve un cerchio libero di raggio pari (in prima approssimazione) alla linea filata.
Esempio svolto
Ancoraggio notturno con fondale di 5 m, musone a 1 m sul pelo dell’acqua, escursione di marea attesa di 0,5 m, rapporto 7:1 (catena + cima, pernottamento).
Profondità di calcolo = 5 + 1 + 0,5 = 6,5 m.
Calumo = 7 × 6,5 = 45,5 m di linea da filare.
Servirà inoltre uno specchio d’acqua libero di circa 45 m di raggio attorno alla barca. Con lo stesso fondale ma a 5:1 sarebbero stati 32,5 m: in bel tempo e con sorveglianza può bastare, ma se rinforza il vento conviene allungare a 7:1 o 10:1, spazio permettendo.
Il “perché” & la pratica
L’effetto chiave si chiama catenaria: la catena, per il proprio peso, forma una curva che parte quasi verticale dalla barca e arriva quasi orizzontale all’ancora. Questa curva fa due cose preziose. Primo, mantiene basso l’angolo di tiro sull’ancora, che è ciò che permette all’ancora di interrarsi e tenere. Secondo, fa da molla: le raffiche e le onde, invece di strappare l’ancora, vengono assorbite dal sollevamento e dal riabbassamento della catena. È il motivo per cui la tutta catena tiene meglio di una cima a parità di calumo.
Proprio perché la catenaria dipende dal peso, una cima (molto più leggera) ha bisogno di più calumo a parità di condizioni, e di solito di uno spezzone di catena in testa (alcuni metri tra ancora e cima) per abbassare l’angolo e proteggere la cima dall’abrasione sul fondo. Per questo i rapporti consigliati sono più alti per la combinazione catena + cima che per la tutta catena.
Con vento forte la catenaria si tende e l’effetto molla cala: in quel caso conviene aumentare il calumo (10:1) e/o aggiungere un penzolo elastico (snubber) che scarichi gli strappi e tolga lavoro al verricello. Tieni inoltre presente la marea: se cala molto, il calumo “in eccesso” ti tutela; se sale, è il fattore che può far risultare corto un calumo dato in bassa marea. In acque affollate il vincolo spesso non è la tenuta ma lo spazio di evitamento: tutte le barche devono filare calumi compatibili e ruotare insieme, altrimenti si rischiano collisioni alla girata del vento.
Infine, la natura del fondo conta quanto i numeri: sabbia e fango compatto sono buoni tenitori, la posidonia e la roccia sono infidi. A parità di calumo, su fondo scarso conviene comunque allungare e, se possibile, dare fondo dove l’ancora possa interrarsi.
Tabella di riferimento
| Rapporto | Condizione | Note |
|---|---|---|
| 3:1 | Sosta breve, bel tempo, sorveglianza continua | Minimo accettabile, solo con tutta catena e fondo buon tenitore |
| 5:1 | Ancoraggio diurno con tutta catena | Valore di riferimento per catena calibrata in condizioni normali |
| 7:1 | Pernottamento, vento fresco, catena + cima | Raccomandato per la maggior parte degli ancoraggi notturni |
| 10:1 | Vento forte, mare formato, ancora di rispetto | Massima tenuta; richiede spazio di evitamento adeguato |
Domande frequenti
Devo applicare il rapporto alla profondità o anche al musone e alla marea?
A tutto. Il rapporto va applicato alla somma profondità del fondale + altezza del musone + escursione di marea, perché ciò che conta è l’altezza totale dal fondo al punto in cui la linea esce dalla barca. Applicarlo alla sola profondità porta a filare troppo poco.
Quale rapporto di calumo scegliere?
Come riferimento: 5:1 con tutta catena in condizioni normali, 7:1 per il pernottamento o con vento fresco (soprattutto con catena + cima), 10:1 con vento forte e mare formato. Il 3:1 è un minimo solo per soste brevi sorvegliate con tutta catena su buon tenitore.
La tutta catena e la catena con cima vanno trattate allo stesso modo?
No. La cima è leggera e forma una catenaria meno marcata, quindi serve più calumo e in genere uno spezzone di catena tra ancora e cima. Per questo, a parità di condizioni, si usa un rapporto più alto con la combinazione catena + cima.
Quanto spazio devo lasciare attorno alla barca?
In prima approssimazione un cerchio di raggio pari al calumo filato: la barca ruota sull’ancora al variare del vento e della corrente. Verifica che dentro quel cerchio non ci siano altre barche, secche o ostacoli.
Devo ricalcolare il calumo durante la notte?
Sì, se è prevista una marea importante o un rinforzo del vento. Il calumo dato in bassa marea può diventare insufficiente quando la marea sale; per questo l’escursione attesa va inclusa fin dall’inizio nel calcolo.