Vela — calcolatori
La barca a vela in cifre: la velocità critica di carena (hull speed) da 2,43·√LWL, la superficie velica di randa e triangolo di prua, il rapporto velico SA/D e il rapporto dislocamento-lunghezza D/L. Inserisci le misure della tua barca e leggi i numeri che ne descrivono il carattere — da crociera o da regata.
Tre misure per leggere una barca a vela
Bastano tre grandezze fisiche per descrivere il carattere di uno scafo a vela: la lunghezza al galleggiamento (LWL), il dislocamento in assetto di navigazione e la superficie velica nominale. I quattro calcolatori di questa sezione le combinano in tre indicatori adimensionali che progettisti, riviste e regolamenti usano da decenni, e che non invecchiano perché non dipendono da marca, modello o anno.
Il percorso tipico parte dalle quote dell’armo. Con P, E, I e J la superficie velica calcola randa, triangolo di prua e totale nominale. Quel totale, insieme al dislocamento, alimenta il rapporto velico SA/D: quanta «potenza» a vela ha la barca rispetto al suo peso. Dislocamento e LWL danno invece il rapporto D/L, cioè quanto è leggera la carena per la sua lunghezza. La sola LWL, infine, fissa la hull speed, il tetto pratico di velocità in dislocamento.
Un esempio coerente
Prendiamo una crociera con LWL di 9 m, dislocamento di 4.000 kg e 40 m² di superficie velica. La hull speed è 2,43·√9 ≈ 7,3 nodi; l’SA/D vale circa 16, al confine tra crociera e crociera-veloce; il D/L è circa 153, una carena leggera dal profilo crociera-regata moderno. Letti insieme, i tre numeri dicono che è una barca reattiva, che rende anche con poco vento, ma che a vela difficilmente supererà stabilmente i 7–7,5 nodi. Lo stesso ragionamento, applicato a due barche in vendita, permette un confronto oggettivo che le brochure non offrono.
Come leggere i risultati
- SA/D sotto 16: barca pesante, tranquilla, che vuole vento. Tra 16 e 20: crociera-veloce, il compromesso più diffuso. Oltre 20: performance e regata, brillante ma da ridurre per tempo.
- D/L sotto 100: ultraleggera. 100–200: leggera. 200–300: moderata, la crociera classica. Oltre 300: dislocante pesante, marina e capace di carico.
- Hull speed: un tetto morbido per le carene dislocanti; multiscafi, derive e carene plananti lo superano regolarmente, e anche una dislocante lo oltrepassa per brevi tratti in surf.
Gli errori da evitare
Il più comune è usare la lunghezza fuori tutto al posto della LWL: gli slanci di prua e di poppa non partecipano alla formazione dell’onda e gonfiano hull speed e D/L. Il secondo è inserire il dislocamento «a vuoto» da listino invece di quello reale con dotazioni, acqua, carburante ed equipaggio: caricare la barca abbassa l’SA/D effettivo. Il terzo è confondere la superficie nominale (triangolo di prua al 100% del J) con i metri quadri reali di un genoa sovrapposto o di un gennaker.
Per il quadro completo: la guida SA/D e D/L, leggere i numeri di una barca e la guida hull speed; la tabella della hull speed per lunghezza per un colpo d’occhio senza calcoli. Per il motore ausiliario e i consumi si passa alla sezione Motore & scafo.
Tutti gli strumenti di Vela calcolano il risultato lato server (visibile senza JavaScript), con la formula, un esempio svolto e una tabella di riferimento. Per il "perché" dietro i numeri: le guide.