Consumo di carburante (orario e per miglio)
Dal consumo reale di un’uscita ricava i due indicatori chiave: litri all’ora e litri per miglio.
Calcolatore
Conoscere il consumo reale del proprio motore è il dato che rende affidabile ogni calcolo di autonomia e ogni pianificazione di traversata. I dati di catalogo sono utili come ordine di grandezza, ma il consumo effettivo dipende da carena, elica, carico, mare e regime: l’unico modo per averlo preciso è misurarlo. Dopo un’uscita ti bastano tre numeri — litri consumati (per esempio dal pieno-a-pieno o dal flussometro), ore di moto e miglia percorse — per ricavare i due indicatori che contano davvero.
Il consumo orario (L/h) è litri diviso ore: descrive quanto “beve” il motore al regime tenuto, ed è il dato che entra nel calcolo dell’autonomia in ore. Il consumo per miglio (L/NM) è litri diviso miglia: ti dice quanti litri costa ogni miglio percorso, l’indicatore più utile per pianificare una rotta e confrontare andature diverse. Andando più veloce il consumo orario sale, ma il consumo per miglio può migliorare o peggiorare a seconda di dove ti trovi rispetto alla velocità critica di carena.
La formula
Consumo orario [L/h] = Litri consumati ÷ Ore di moto
Consumo per miglio [L/NM] = Litri consumati ÷ Miglia percorse
Esempio svolto
Un’uscita in cui hai consumato 80 L in 4 ore percorrendo 24 NM:
- Consumo orario = 80 ÷ 4 = 20 L/h.
- Consumo per miglio = 80 ÷ 24 = 3,33 L/NM.
I 20 L/h sono il valore da inserire nel calcolo dell’autonomia; i 3,33 L/NM servono a stimare il costo in carburante di una rotta di lunghezza nota.
Il “perché” & la pratica
I due indicatori rispondono a domande diverse. Il consumo orario è legato al tempo e al regime del motore: se resti fermo in rada con il generatore acceso il consumo per miglio esplode, ma quello orario resta basso. Il consumo per miglio è legato all’efficienza del trasferimento: è il parametro giusto per chiedersi “quanto mi costa arrivare là?”. Su una carena dislocante esiste tipicamente un’andatura economica, ben sotto la velocità critica, dove i litri per miglio sono minimi; spingere verso la hull speed fa crescere la resistenza in modo più che proporzionale e peggiora il consumo per miglio.
Per misure attendibili, fai più rilevazioni in condizioni simili e fai una media: una singola uscita con mare contrario o carena sporca non è rappresentativa. Il metodo pieno-a-pieno (riempi, navighi, riempi di nuovo annotando i litri) è semplice e accurato se rabbocchi sempre nello stesso modo e con la barca in assetto. Una volta che hai un consumo orario affidabile, lo strumento autonomia ti dirà ore e miglia percorribili con il carburante a bordo; con il consumo per miglio puoi invece stimare in anticipo i litri necessari per una rotta e i punti di rifornimento da prevedere. Tieni traccia dei valori nel tempo: un consumo che peggiora a parità di condizioni può segnalare carena da pulire, elica danneggiata o un problema al motore.
Domande frequenti
Meglio guardare i litri all’ora o i litri per miglio?
Dipende dalla domanda. Per l’autonomia in ore conta il consumo orario; per pianificare una rotta e confrontare le andature conta il consumo per miglio, che misura quanto costa ogni miglio percorso.
Come misuro i litri consumati senza flussometro?
Con il metodo pieno-a-pieno: riempi il serbatoio, navighi annotando ore e miglia, poi riempi di nuovo e leggi quanti litri sono entrati. Rabbocca sempre nello stesso modo e con la barca in assetto.
Perché andando più piano consumo meno per miglio?
Su una carena dislocante la resistenza cresce molto rapidamente avvicinandosi alla velocità critica di carena. Ridurre l’andatura abbassa il consumo orario più di quanto allunghi i tempi, migliorando i litri per miglio fino all’andatura economica.