Calcolo della superficie velica nominale

La superficie velica nominale è la somma dell’area della randa (triangolo P·E/2) e del triangolo di prua (I·J/2). Inserisci le quote del piano velico e ottieni randa, prua e totale in metri quadri.

Calcolatore

m
Altezza della randa lungo l’albero (dalla boma alla testa d’albero).
m
Lunghezza della base della randa lungo il boma.
m
Altezza dello strallo di prua, dalla coperta al punto di attacco in testa d’albero.
m
Distanza orizzontale dalla base dell’albero all’attacco dello strallo in coperta.
Randa (P·E/2)24,00 m²
Triangolo di prua (I·J/2)33,75 m²
Superficie velica totale57,75 m²

La superficie velica nominale è la misura standard con cui si confrontano i piani velici delle barche a vela. Non si misura il tessuto reale di ogni vela (che cambia con il taglio e il grado di rollaggio), ma due triangoli geometrici definiti dalle quote dell’armo: il triangolo della randa e il triangolo di prua. È una convenzione universale e immutabile, indipendente dal cantiere e dall’anno di costruzione.

Le quattro grandezze in gioco hanno nomi standard: P ed E descrivono la randa (altezza lungo l’albero e base lungo il boma), I e J descrivono il triangolo di prua (altezza dello strallo e distanza dell’attacco dalla base dell’albero). Le trovi nei dati di armo della barca o le puoi rilevare direttamente a bordo.

La superficie velica nominale serve a leggere il potenziale di un piano velico, a stimare il rapporto velico (SA/D) e a confrontare scafi diversi su una base comune. Il triangolo di prua si calcola al 100% del J: un genoa che si sovrappone alla randa avrà una superficie reale maggiore, ma la nominale resta il riferimento standard.

La formula

La superficie velica nominale è la somma di due triangoli:

Randa = P · E / 2

Triangolo di prua = I · J / 2

Superficie velica = (P · E / 2) + (I · J / 2)

Tutte le quote vanno espresse in metri; il risultato è in metri quadri. La formula tratta randa e fiocco come triangoli rettangoli: è un’approssimazione standard che ignora la curvatura della balumina, ma è quella usata da progettisti e regolamenti per definire la superficie nominale.

Esempio svolto

Sloop da crociera con P = 12 m, E = 4 m, I = 15 m, J = 4,5 m.

  1. Randa: 12 · 4 / 2 = 24,00 m².
  2. Triangolo di prua: 15 · 4,5 / 2 = 33,75 m².
  3. Superficie velica totale: 24,00 + 33,75 = 57,75 m².

Si nota subito che, su questo armo, il triangolo di prua pesa più della randa: è tipico degli sloop con frazione di prua generosa. Con questo valore puoi passare al rapporto velico SA/D per capire se la barca è una crociera tranquilla o una performance cruiser.

Il “perché” & la pratica

Qualche nota pratica sulla superficie velica:

  • Nominale ≠ reale. La superficie nominale usa il 100% del triangolo di prua. Un genoa sovrapposto al 130–150% ha una superficie reale maggiore; uno spi o un gennaker portano molti metri quadri in più ma non rientrano nel calcolo nominale.
  • P, E, I, J sono quote di armo. Sono fisse per una data barca e non scadono: per questo la superficie velica nominale è un indicatore evergreen, perfetto per il confronto fra scafi.
  • Serve come base per i rapporti. La superficie velica entra nel calcolo del rapporto SA/D (vela/dislocamento): è il primo dato da avere per giudicare la “potenza” di un piano velico rispetto al peso della barca.

Per il passo successivo usa SA/D e D/L; per il limite di velocità della carena vedi la hull speed.

Domande frequenti

Che cosa sono P, E, I e J?

Sono le quote standard dell’armo. P ed E sono altezza e base della randa (lungo albero e boma); I e J sono altezza e base del triangolo di prua (altezza dello strallo e distanza dell’attacco dalla base dell’albero). Le trovi nei dati di armo o le rilevi a bordo.

Perché si divide per due?

Perché sia la randa sia il triangolo di prua si trattano come triangoli rettangoli: l’area di un triangolo è base per altezza diviso due. È un’approssimazione standard che definisce la superficie nominale.

La superficie nominale è la superficie reale delle vele?

No. La nominale usa il 100% del triangolo di prua e ignora la sovrapposizione del genoa e la curvatura della balumina. La superficie reale di un genoa sovrapposto è maggiore; spi e gennaker non rientrano affatto nel calcolo nominale. La nominale serve al confronto, non a tagliare le vele.

A cosa serve calcolare la superficie velica?

Serve a confrontare i piani velici di barche diverse su una base comune e a calcolare il rapporto velico SA/D, che dice quanta “potenza” a vela ha la barca rispetto al suo peso.