Ancoraggio — calcolatori
Ancorare con metodo: la lunghezza di calumo dal rapporto e dalla profondità (più musone ed escursione di marea), la stima del carico del vento sull'imbarcazione e il peso d'ancora consigliato per la lunghezza dello scafo. Strumenti di ausilio alla pianificazione, con disclaimer di sicurezza.
Ancorare con metodo: tre domande, tre strumenti
Un ancoraggio sicuro risponde a tre domande nell’ordine giusto. Quanta linea filo? È la lunghezza di calumo: un rapporto (3:1, 5:1, 7:1, 10:1) moltiplicato per la profondità totale, cioè fondale più altezza del musone sull’acqua più l’escursione di marea prevista durante la sosta. Il calcolatore di lunghezza di calumo fa esattamente questo conto e mostra anche il raggio di evitamento, che è la somma della linea filata e della lunghezza della barca.
Quanto tira il vento? Il carico del vento stima la forza aerodinamica sull’opera morta con F = ½·ρ·Cd·A·v²: poiché cresce con il quadrato della velocità, passare da 20 a 40 nodi quadruplica lo sforzo su ancora, catena e bitte. È il numero che giustifica un rapporto di calumo più generoso quando è previsto un rinforzo. Quale ancora? Il peso dell’ancora indica un valore di riferimento per fascia di lunghezza dello scafo, da correggere in base al tipo di ancora e al fondale.
La sequenza a bordo
- Leggi la profondità sull’ecoscandaglio e aggiungi l’altezza del musone (spesso 1–1,5 m su una crociera) e la marea che salirà durante la sosta.
- Scegli il rapporto: 5:1 con tutta catena e tempo stabile di giorno, 7:1 per la notte o con vento fresco, 10:1 con vento forte; 3:1 solo per una sosta breve e sorvegliata. La tabella dei rapporti di calumo riassume i casi.
- Verifica il raggio di evitamento rispetto alle barche vicine, alla costa e alle secche: ruotando con il vento, la barca descrive un cerchio grande quanto calumo più lunghezza fuori tutto.
- Controlla la tenuta dando macchina indietro e osservando due allineamenti a terra; con il rinforzo previsto, ricalcola il carico del vento e, se serve, fila altra catena.
Perché la catena conta più del peso
La catena lavora per catenaria: il suo peso la fa pendere e trasforma la trazione della barca in una forza quasi orizzontale sul fuso dell’ancora, che è la condizione in cui l’ancora tiene meglio. Con vento forte la catena si tende, la catenaria scompare e l’angolo di trazione aumenta: aggiungere calumo restituisce l’angolo corretto. Con una linea mista catena-cima serve un rapporto più alto proprio perché la cima non contribuisce alla catenaria e va protetta dallo sfregamento.
I limiti di questi calcoli
Il calumo calcolato è un minimo orientativo e il carico del vento è una stima statica: non tengono conto di onde, raffiche, strattoni, natura del fondo (fango, sabbia, alghe, roccia) e qualità dell’ancora. La tenuta si verifica sempre sul campo e con una guardia all’ancora quando il tempo peggiora. Per il ragionamento completo, con il ruolo dell’escursione di marea e del raggio di evitamento, leggi la guida quanto calumo dare all’ancora; per le cime a banchina lo strumento cime d’ormeggio.
Tutti gli strumenti di Ancoraggio calcolano il risultato lato server (visibile senza JavaScript), con la formula, un esempio svolto e una tabella di riferimento. Per il "perché" dietro i numeri: le guide.