Calcolo del rapporto dislocamento-lunghezza (D/L)

Il rapporto dislocamento-lunghezza D/L dice quanto è “leggera” una carena rispetto alla sua lunghezza al galleggiamento. È il complemento dell’SA/D: insieme descrivono il carattere di una barca a vela. Inserisci dislocamento e LWL.

Calcolatore

kg
Il peso della barca in assetto di navigazione.
m
La lunghezza dello scafo a contatto con l’acqua.
Rapporto D/L153
Dislocamento3,937 long ton
LWL in piedi29,53 ft

D/L 153: carena leggera. Reattiva e veloce, profilo da crociera-regata moderna.

Il rapporto dislocamento-lunghezza (D/L, in inglese displacement-length ratio) misura quanto è pesante una carena rispetto alla sua lunghezza al galleggiamento. È un numero adimensionale che cattura una proprietà fondamentale dello scafo: a parità di lunghezza, una barca più leggera ha un D/L più basso ed è più facile da spingere; una più pesante ha un D/L più alto, è più capace di carico ma più “inerte”.

Il D/L è il complemento naturale del rapporto velico SA/D: mentre l’SA/D dice quanta vela ha la barca rispetto al peso, il D/L dice quanto quel peso è distribuito su una data lunghezza di galleggiamento. Letti insieme, i due numeri descrivono in modo compatto il carattere di una barca a vela: una crociera classica avrà D/L medio-alto e SA/D moderato; una performance cruiser, D/L basso e SA/D alto.

Anche questo indicatore è evergreen: dipende solo da peso e lunghezza al galleggiamento, grandezze fisiche stabili che non invecchiano con i modelli o gli anni.

La formula

Il rapporto D/L si calcola in unità anglosassoni:

D/L = dislocamento [long ton] / (0,01 · LWL [ft])³

dove la long ton vale 2.240 lb (≈ 1.016 kg) e la LWL è in piedi. Il calcolatore accetta ingressi metrici (dislocamento in kg, LWL in metri) e converte internamente: 1 long ton = 1.016,05 kg; 1 ft = 0,3048 m.

Il fattore 0,01 e l’elevazione al cubo servono a normalizzare il peso rispetto al volume “tipico” di una carena di quella lunghezza, restituendo un numero su una scala convenzionale (in genere fra poche decine e oltre 400) che permette di confrontare barche di taglie diverse.

Esempio svolto

Barca con dislocamento 4.000 kg e LWL 9 m.

  1. Dislocamento in long ton: 4.000 / 1.016,05 ≈ 3,937 long ton.
  2. LWL in piedi: 9 / 0,3048 ≈ 29,53 ft.
  3. Base normalizzata: 0,01 · 29,53 = 0,2953; al cubo ≈ 0,02576.
  4. D/L: 3,937 / 0,02576 ≈ 153.

Un D/L intorno a 150 indica una carena leggera, dal profilo crociera-regata moderno: reattiva e veloce, pur restando una barca da crociera abitabile.

Il “perché” & la pratica

Le fasce di lettura del D/L (orientative, non rigide):

  • D/L < 100 — ultraleggera: derive, barche da regata e progetti estremi; planano con facilità, poca inerzia.
  • D/L 100–200 — leggera: crociera-regata moderna, reattiva e veloce.
  • D/L 200–300 — moderata: la crociera classica, buon equilibrio fra carico e prestazioni.
  • D/L > 300 — pesante / dislocante classica: scafi marini e capaci di carico, ma che vogliono vento e sono meno brillanti.

Per il quadro completo abbina il D/L all’SA/D e tieni d’occhio la hull speed, che fissa il tetto di velocità in dislocamento. Per dimensionare il motore in base al dislocamento vedi potenza consigliata.

Domande frequenti

Che cos’è una long ton?

È la tonnellata anglosassone “lunga”, pari a 2.240 libbre (≈ 1.016 kg), diversa dalla tonnellata metrica (1.000 kg). La formula D/L nasce in quel sistema; il calcolatore converte automaticamente i tuoi chilogrammi.

Devo usare la LWL o la lunghezza fuori tutto?

La lunghezza al galleggiamento (LWL): è la lunghezza che conta per il volume immerso e quindi per il rapporto peso/lunghezza. La lunghezza fuori tutto darebbe un D/L sottostimato.

Un D/L basso è meglio di uno alto?

Non in assoluto: dipende dall’uso. Un D/L basso (carena leggera) premia velocità e reattività; uno alto (carena pesante) premia capacità di carico, comfort in mare formato e tenuta. La scelta dipende da come si naviga.

D/L e SA/D che differenza hanno?

Il D/L misura quanto è leggera la carena rispetto alla lunghezza; l’SA/D misura quanta vela ha la barca rispetto al peso. Vanno letti insieme: il primo descrive lo scafo, il secondo la “motorizzazione” velica.